VENEZUELA: VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).

Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto.
Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

COSTITUITO IL COMITATO PROMOTORE PROVINCIALE PER UN NUOVO SOGGETTO POLITICO UNITARIO E PLURALE DI CITTADINANZA DELLA SINISTRA PER L'ALTERNATIVA.

Si è svolta nella serata del 26 luglio, ospitata presso il Cortile del Centro Arci di Via Speciano a Cremona, con una buona partecipazione di cittadini nonostante il periodo estivo, la prima Assemblea Provinciale Aperta autoconvocata per la presentazione e la discussione della proposta avanzata da Tomaso Montanari e Anna Falcone con la manifestazione nazionale al Teatro Brancaccio a Roma e per l'avvìo del percorso costituente anche nella nostra provincia.

L’iniziativa si propone la costruzione dal basso di una “alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza” quale nuova esperienza collettiva di partecipazione politica, fondata sul protagonismo delle persone e radicata nella società, a partire dalle classi popolari e dalle condizioni esistenziali colpite dalla crisi, sempre più distanti da una politica svuotata di senso e da grandi partiti mediatici ridotti a comitati d'affari, proprietà privata di un leader e di un ristretto ceto politico.

Un nuovo soggetto politico unitario e plurale di cittadinanza della sinistra per l'alternativa, capace di riconnettere impegno civile sociale e politico, che lavora per ricostruire la partecipazione e rigenerare la democrazia, fuori e contro l'establishment delle nuove oligarchie, costruito nell'incontro delle tante esperienze individuali e collettive esistenti, dalla cittadinanza attiva ai movimenti, nella confluenza con le forze politiche disponibili.

Una sinistra nuova che si contrapponga alle destre padronali e xenofobe, sfidando la deriva proprietaria e neo-centrista del M5S, proponendosi in alternativa al PD e ad un centrosinistra italiano ed europeo sempre più subalterno al paradigma neoliberista.

Lettera a "La Provincia"

Egregio Direttore

Al breve riassunto riportato nell’artico di fondo del 16 luglio sulle vicende politiche e sociali che hanno interessato tutti i cittadini di Cremona dal 1992 ad oggi sul problema dello smaltimento dei rifiuti urbani e la costruzione dell’inceneritore mancano importanti fatti e protagonisti.

Quando a Cremona venne ipotizzata la costruzione dell’inceneritore si unirono molti cittadini in un comitato definitosi “comitato contro l’inceneritore per la raccolta differenziata dei rifiuti” che riuscì a sensibilizzare la città e a raccogliere 3500 firme necessarie per indire un referendum consultivo. Fummo fra i primi capoluoghi italiani ad effettuare un referendum consultivo.

I cittadini cremonesi bocciarono l’inceneritore come soluzione per lo smaltimento dei rifiuti. Tutti sapevamo che l’alternativa era ed è la raccolta differenziata. Già nei primi anni ‘90 molte città europee e cittadine italiane raggiungevano percentuali che solo ora, dopo 25 anni, si sono raggiunte anche a Cremona.

Quanto tempo perso! Quanto inquinamento si sarebbe evitato, quanto materiali si sarebbero recuperati con nuovi cicli di produzione!

Non una posizione ideologica dunque portò e porta i cittadini a scegliere la raccolta differenziata come alternativa all’incenerimento, ma la consapevolezza di praticare tutti insieme gesti quotidiani importanti per l’ambiente concretizzando una piccola rivoluzione culturale, frenata purtroppo dalle miopi scelte degli allora amministratori del comune di Cremona, e ancora oggi non convinti dell’alternativa e indecisi se riciclare o continuare a bruciare i rifiuti.

Finalmente ci si sta accorgendo che la riforma Delrio è una truffa,

un danno alla vita istituzionale del nostro Paese, all'esercizio della democrazia, ai diritti dei cittadini come destinatari dei servizi e in alcuni casi come lavoratori dell'ente stesso.
Per riaccendere e movimentare il dibattito sulle condizioni in cui versano le Province ci si è dovuti imbattere nella gravissima situazione denunciata qualche giorno fa dal presidente Davide Viola sull'impossibilità di chiudere il bilancio dell'ente locale.
Quando la riforma era solo un disegno di legge, conosciuto non a caso come lo "svuota province", nel dicembre 2013, come gruppo consigliare provinciale PRC-PdCI, uscimmo con un volantino molto chiaro sulle false motivazioni della riforma e sulle pericolose conseguenze che avrebbe avuto la sua approvazione definitiva. Puntualmente quelle previsioni si sono realizzate. In nome del cambiamento a tutti i costi e in nome della demagogia della riduzione delle poltrone e dei costi della politica, si è svuotato un ente utilissimo, che decide su beni e servizi essenziali come strade (ci sono più di 130.000 km di strade provinciali), trasporti, scuole (oltre 5000 sono le scuole superiori), ambiente, riassetto idrogeologico, servizio idrico: si tratta di beni e servizi che garantiscono ai cittadini diritti costituzionalmente sanciti. Si è resa la Provincia un ente incapace di sostenere finanziariamente tali vitali funzioni istituzionali e lo si è sottratto all'esercizio della sovranità popolare e quindi al controllo diretto da parte della cittadinanza. Un capolavoro! E nonostante questo si fa ancora fatica a costruire una battaglia seria per chiedere e ottenere il ritiro della nefasta riforma e il ritorno alle Province così come previste dalla nostra Costituzione. Mi correggo: la battaglia è stata fatta ed è stata pure vinta dai cittadini con il voto referendario del 4 dicembre scorso, voto che respingendo in modo netto la riforma costituzionale Renzi-Boschi avrebbe dovuto anche spazzare via la riforma Delrio. Ma non è stato così. Questo dovrebbe suscitare qualche riflessione sullo stato della democrazia nel nostro Paese, su cosa significhi sovranità popolare (che nonostante tutto rimane fondamento della Repubblica) e sulla responsabilità di chi dovrebbe garantire il rispetto e l'applicazione della Costituzione.
Nel 2013 denunciavamo tutti questi rischi e, dopo aver contribuito alla vittoria del NO alla riforma costituzionale, li abbiamo richiamati fortemente in occasione dell'ultima tornata elettorale provinciale e nel maggio scorso aderendo alla mobilitazione organizzata dall'UPI, da tanti sindaci e consiglieri comunali. Rilanciamo oggi la battaglia comune per l'abolizione della riforma Delrio, per garantire servizi di qualità ai cittadini, la difesa dei posti di lavoro dei dipendenti delle province e il rispetto della volontà popolare espressa il 4 dicembre.

Il circolo Rive Gauche Prc Casalmaggiore a sostegno dei 271 licenziati Viadana Facchini,

cooperativa che lavorava per la Composad, sino allo scorso mese. Abbiamo partecipato alla manifestazione di sabato in solidarietà con i lavoratori, che chiedono che venga rispettato l’accordo, firmato un anno fa. Vogliono quindi essere reintegrati al lavoro. Qualcuno ci ha detto che i sindacati di base ne stanno facendo una questione nazionale. E allora? Certo che questa è "una questione nazionale" e si unisce a tutte le altre vicende italiane di sfruttamento, tramite cooperative e appalti "discutibili".

Ho rubato da FB due ricordi del compagno Elia scritti da Antonio Miglio e da Gigi Rossetti. Mi sono permessa di rubarli perché restituiscono un Elia che io non ho conosciuto o solo molto parzialmente: l'Elia lavoratore e difensore dei diritti dei lavoratori, l'Elia in salute e in piena attività. Antonio ha anche pubblicato la foto che trovate qui allegata e che credo riassuma bene gli ideali e le passioni di una vita. Solo due parole sul funerale. Sono passate davvero tante persone per l'ultimo saluto, e tante sono state quelle che non potendo esserci mi hanno telefonato o scritto manifestando la loro triste vicinanza e partecipazione: mi permetto di ringraziarle tutte, una per una. Per Elia, tenace, pulito e fragile, compagno fino alla fine.  Francesca Berardi.

Ballottaggi / Patta (Prc/SE Lombarda):«La lezione del voto in Lombardia. Alle regionali liste alternative e contrapposte al Pd e al Centro Sinistra».

Il secondo turno delle elezioni in Lombardia segna il crollo del PD che trascina con sè anche i propri alleati in coalizioni di centro sinistra variamente articolate.

Nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti il Partito Democratico perde il controllo di 14 governi locali scendendo dai 22 amministrati a 8, mentre il centro destra conquista 13 Comuni,passando da 3 a 16 .

Intervento di Acerbo all'Assemblea nazionale per la democrazia e l'uguaglianza.

CASALMAGGIORE SABATO 17 GIUGNO 2017 ORE 11.30 PIAZZA TURATI - MERCATO CITTADINO

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