UNA PACCHIA PER I RICCHI UNA FREGATURA PER I LAVORATORI

LE BALLE SULLA FORNERO

In campagna elettorale hanno promesso di abolire la Fornero, ora cambiano le carte in tavola di giorno in giorno.

Prima hanno annunciato la possibilità di andare in pensione con "quota cento" ( somma tra anni d’età e contributi). Poi, quando tutti facevano i conti per capire il proprio destino, precisano che occorre un minimo di 64 anni o 41 anni e mezzo di contributi, infine ci comunicano la fregatura finale: la pensione così raggiunta sarebbe ricalcolata tutta col contributivo e quindi ridotta del 9-10%.

FLAT TAX: "PIÙ SEI RICCO E MENO PAGHI”

Con la Fiat tax il governo mantiene le promesse fatte alla parte più ricca della società che durante la crisi si è arricchita ancora di più ai danni della maggioranza diventata sempre più povera.

Una famiglia fino a 30 mila euro di reddito con due che lavorano ci perde o non ci guadagna niente.

Una famiglia con 100 mila euro di reddito guadagna circa 15 mila euro!

NUOVI TAGLI AI SERVIZI SOCIALI

Con la flat tax lo stato avrà minori entrate per 50- 60 miliardi all'anno. Dove prenderà il governo le risorse mancanti?

Verranno recuperate tagliando ancora di più la le spese per scuola, sanità e servizi sociali aumentando il disagio sociale e le disuguaglianze tra chi può permettersi di pagare e chi no?

ABOLIZIONE VERA DELLA FORNERO!

NO ALLA FLAT TAX: FISCALITÀ PROGRESSIVA COME PREVEDE LA COSTITUZIONE!

LOMBARDIA:  FALLIMENTO TOTALE DELLE DELIBERE  REGIONALI PER I MALATI CRONICI

di Vittorio Agnoletto e Fulvio Aurora

Milano, 5 giugno 2018. I numeri parlano da soli e non lasciano scampo.

I toni trionfalistici dell’assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, sprofondano di vergogna sotto la cruda verità delle cifre.

Su 3.057.519 malati cronici che hanno ricevuto le lettere dalla regione solo l’8,44% ha firmato il contratto con un gestore, la cosiddetta presa in carico e solo il 4,6% (140.724) ha firmato il PAI, il Piano Assistenziale Individuale. Oltre il 90% dei cittadini cronici contattati dalla Regione fino ad ora non ha indicato alcun gestore e oltre il 95% di questi stessi cittadini non ha firmato alcun PAI.

Governo – Acerbo (Prc): «Noi non stiamo con Mattarella. Non sta difendendo la Costituzione. Nè con Cottarelli nè con Salvini. Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista»

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara:

 

«Le scelte e le parole del Presidente della Repubblica suscitano rabbia e sconcerto.
Il nostro giudizio negativo su Salvini e Di Maio non ci impedisce di condannare con nettezza la scelta del Presidente della Repubblica.
Il comportamento di Mattarella ha le sembianze più di un golpe bianco che di una rigorosa difesa della Costituzione. Nella Costituzione è previsto il divieto di ricostituire il partito fascista, non quello di mettere in discussione i trattati europei o la moneta unica.
La sovranità non appartiene agli “operatori economici o finanziari” e agli “investitori italiani e stranieri” citati da Mattarella. Il comportamento del Presidente e il suo intervento così pesante sul terreno delle scelte politiche è per noi indifendibile.

1.    Per la Scuola della  Costituzione Per una scuola pubblica, laica aperta, solidale, che garantisca appieno il diritto all'istruzione: abrogazione    della    "Buona    scuola",obbligo scolastico fino a 18 anni, almeno il 6% del PIL all'istruzione, limite di 22 alunni per classe, più insegnanti specializzati per l'inclusione

2.    Per l'eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione
Modifiche agli art. 81, 97, 117, 119 della Costituzione. Per cancellare il principio del pareggio di bilancio e vincolare le politiche di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone, nel rispetto dei principi costituzionali fondamentali

3.    Per la legge elettorale proporzionale Per garantire l'effettiva rappresentatività delle assemblee, perché il nostro voto sia realmente "personale, eguale, libero e segreto" (articolo 48 della nostra Carta costituzionale)

Firma la petizione antifascista su www.anpi.it

L’antifascismo è antirazzista.

In Italia e in Europa i principi costituzionali vengono quotidianamente calpestati, la democrazia sempre più svuotata, le politiche neoliberiste accrescono disuguaglianze e povertà. I parametri dei trattati europei hanno sostituito gli obiettivi programmatici della Costituzione che è stata stravolta nel 2012 inserendovi il pareggio di bilancio con il voto di tutte le forze politiche dal Pd alla Lega.

Le criminali politiche di rapina economica e di guerra verso vaste aree del pianeta hanno alimentato fenomeni migratori contro cui la destra xenofoba e razzista ha strumentalmente fomentato odio facendo degli immigrati il capro espiatorio del malcontento popolare. Tutte le forze principali forze politiche hanno legittimato il discorso anti-immigrati. A 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali si portano avanti azioni – vedi decreti Minniti – che discriminano in base all’appartenenza etnica.

La Giornata Mondiale per il Diritto alla Salute indetta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità il 7 aprile è un'occasione in più per mobilitarsi affinché ogni persona indipendentemente dalla propria condizione sociale ed economica abbia garantito il diritto d'accesso alle cure mediche e questo è possibile se il Servizio Sanitario Nazionale rimane pubblico, per tutti e sostenuto dalle entrate delle tasse.    La salute non è una merce su cui fare profitto e deve basarsi su prevenzione, promozione della salute e accessibilità al servizio sanitario.

Anche Pasqua e Pasquetta ci saranno in tutta Italia centri commerciali aperti e lavoratrici e lavoratori sfruttati che non possono trascorrere festività con i propri familiari e amici.

Grazie alla totale deregulation approvata durante il governo Monti nel 2012 con il voto di centrodestra e centrosinistra la grande distribuzione può aprire 365 giorni l’anno.

La “liberalizzazione” non è segno di modernità e di chissà quale presunto progresso a cui bisogna per forza adeguarsi visto che in Francia, in Germania e nella maggior parte dei paesi europei vige il principio dell’apertura domenicale e festiva per deroghe e comunque una regolamentazione ragionevole per tutelare lavoratori, piccolo commercio e consumatori.

Leggere le giustificazioni della maggioranza che governa Cremona sulla vicenda A2A-LGH, sembra quasi di sentire un disco rotto.  Sono le stesse di un anno fa, esattamente uguali a  quelle usate nel consiglio comunale del 4 aprile 2017.

Sostengono che trattavasi  e trattasi dell'unica scelta che avrebbe mantenuto lavoro, sviluppo e territorialità dei servizi, glissando sul fatto che loro,  alfieri e fautori del mercato, hanno violato le regole della concorrenza e quelle dello Stato. E non l'hanno fatto quali cittadini qualunque, ma quali amministratori di un Comune.

Un ente non qualsiasi, ma che emana regolamenti e atti dispositivi nei confronti di chi amministra e  che nella persona del Sindaco è anche ufficiale di governo (lo Stato italiano).