1.    Per la Scuola della  Costituzione Per una scuola pubblica, laica aperta, solidale, che garantisca appieno il diritto all'istruzione: abrogazione    della    "Buona    scuola",obbligo scolastico fino a 18 anni, almeno il 6% del PIL all'istruzione, limite di 22 alunni per classe, più insegnanti specializzati per l'inclusione

2.    Per l'eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione
Modifiche agli art. 81, 97, 117, 119 della Costituzione. Per cancellare il principio del pareggio di bilancio e vincolare le politiche di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone, nel rispetto dei principi costituzionali fondamentali

3.    Per la legge elettorale proporzionale Per garantire l'effettiva rappresentatività delle assemblee, perché il nostro voto sia realmente "personale, eguale, libero e segreto" (articolo 48 della nostra Carta costituzionale)

Firma la petizione antifascista su www.anpi.it

L’antifascismo è antirazzista.

In Italia e in Europa i principi costituzionali vengono quotidianamente calpestati, la democrazia sempre più svuotata, le politiche neoliberiste accrescono disuguaglianze e povertà. I parametri dei trattati europei hanno sostituito gli obiettivi programmatici della Costituzione che è stata stravolta nel 2012 inserendovi il pareggio di bilancio con il voto di tutte le forze politiche dal Pd alla Lega.

Le criminali politiche di rapina economica e di guerra verso vaste aree del pianeta hanno alimentato fenomeni migratori contro cui la destra xenofoba e razzista ha strumentalmente fomentato odio facendo degli immigrati il capro espiatorio del malcontento popolare. Tutte le forze principali forze politiche hanno legittimato il discorso anti-immigrati. A 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali si portano avanti azioni – vedi decreti Minniti – che discriminano in base all’appartenenza etnica.

La Giornata Mondiale per il Diritto alla Salute indetta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità il 7 aprile è un'occasione in più per mobilitarsi affinché ogni persona indipendentemente dalla propria condizione sociale ed economica abbia garantito il diritto d'accesso alle cure mediche e questo è possibile se il Servizio Sanitario Nazionale rimane pubblico, per tutti e sostenuto dalle entrate delle tasse.    La salute non è una merce su cui fare profitto e deve basarsi su prevenzione, promozione della salute e accessibilità al servizio sanitario.

Anche Pasqua e Pasquetta ci saranno in tutta Italia centri commerciali aperti e lavoratrici e lavoratori sfruttati che non possono trascorrere festività con i propri familiari e amici.

Grazie alla totale deregulation approvata durante il governo Monti nel 2012 con il voto di centrodestra e centrosinistra la grande distribuzione può aprire 365 giorni l’anno.

La “liberalizzazione” non è segno di modernità e di chissà quale presunto progresso a cui bisogna per forza adeguarsi visto che in Francia, in Germania e nella maggior parte dei paesi europei vige il principio dell’apertura domenicale e festiva per deroghe e comunque una regolamentazione ragionevole per tutelare lavoratori, piccolo commercio e consumatori.

Leggere le giustificazioni della maggioranza che governa Cremona sulla vicenda A2A-LGH, sembra quasi di sentire un disco rotto.  Sono le stesse di un anno fa, esattamente uguali a  quelle usate nel consiglio comunale del 4 aprile 2017.

Sostengono che trattavasi  e trattasi dell'unica scelta che avrebbe mantenuto lavoro, sviluppo e territorialità dei servizi, glissando sul fatto che loro,  alfieri e fautori del mercato, hanno violato le regole della concorrenza e quelle dello Stato. E non l'hanno fatto quali cittadini qualunque, ma quali amministratori di un Comune.

Un ente non qualsiasi, ma che emana regolamenti e atti dispositivi nei confronti di chi amministra e  che nella persona del Sindaco è anche ufficiale di governo (lo Stato italiano).

 

E così è arrivata la sentenza definitiva dell’ANAC

Non poteva essere diversa, considerato il contenuto del precedente parere emesso dall’ente Anticorruzione un anno fa.

 

Il giudizio è netto: si è trattato di una vendita pura e semplice del pacchetto di maggioranza di LGH (allora società pubblica) senza lo svolgimento della gara europea come prevede la normativa per questo tipo di operazioni di grande valore commerciale e finanziario che coinvolgono società pubbliche. Si è voluto vendere la società mettendola nella mani di un colosso quotato in borsa, A2A, dopo una trattativa riservatissima durata mesi in cui A2A ha tenuto sempre le redini dell’operazione, indirizzandola a totale suo favore.

 

Quel che ci preme ribadire è che in tutta questa vicenda a perderci è stata la trasparenza, la legalità, il rispetto dell’intelligenza e della volontà dei cittadini, la democrazia.

Lettera a Cremonaoggi sul parere che ANAC ha espresso in merito alla fusione delle aziende di servizi LGH e A2A.

Egregio Direttore,

                ammetto che la notizia appena pubblicata sul suo giornale mi ha dato non poca soddisfazione ma anche una qualche amarezza.

Soddisfazione perché il parere espresso dall'Autorità Anticorruzione sulla fusione LGH-A2A conferma quanto io ed il Partito della Rifondazione Comunista abbiamo sempre sostenuto e scritto, senza aver mai speso un centesimo per acquisire il parere di avvocati ed esperti.

Ricordo ai lettori che proprio questa operazione ci ha portati ad abbandonare la maggioranza in completa solitudine, in quanto i nostri alleati della Lista Sinistra per Cremona, i compagni di SEL, non l'avevano ritenuto opportuno, anzi in consiglio comunale hanno votato a favore della fusione, venduta come una partnership.

Amarezza perché avere ragione a cose fatte non è mai piacevole e perché comportamenti come questi rischiano di aumentare la sfiducia ed il discredito dei cittadini nei confronti di chiunque faccia politica.

Riteniamo che la giunta Galimberti debba chiedere scusa ai cittadini e dimettersi, ma siamo certi che non farà né l'uno né l'altro: anzi proverà a rivendicare presunti risultati ottenuti come il risanamento delle aziende, la salvaguardia dei dipendenti e l'aver creato le condizioni per sviluppo e lavoro. Queste motivazioni non possono mai essere usate dagli amministratori per giustificare la vendita di beni e servizi fondamentali di un'intera collettività. E comunque anche ammettendo che quei risultati siano stati conseguiti veramente, ciò è avvenuto aggirando le regole, non solo quelle dello Stato ma anche quelle del mercato che a loro piace tanto! Noi restiamo convinti che Azienda, posti di lavoro e sviluppo si potevano e si dovevano garantire con altre soluzioni ed in maniera lecita e trasparente!   

Celestina Villa

 

18 marzo 2018

Il 16 marzo 1978 fu rapito Aldo Moro dopo lo sterminio della sua scorta da parte di un commando delle Brigate Rosse. Un colpo durissimo allo stato, furono ore drammatiche di incertezza e di paura. Le scuole e le fabbriche si svuotarono e le piazze si riempirono per dire no al terrorismo.
Il 18 marzo 1978, due giorni dopo, a Milano furono assassinati, in circostanze mai chiarite, due militanti del Centro Sociale Leoncavallo: Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci (Iaio).