Mi chiamo Simone Antonioli, ho 28 anni e nella vita faccio l'educatore in RSA e nelle scuole.

Ho accettato la candidatura perché mi piacerebbe portare in consiglio regionale le varie battaglie per cui mi batto da anni nelle piazze; penso al diritto allo studio, che vorrei fosse garantito a tutti e non solo a chi può permetterselo; alla sanità, per la quale è necessario il ritorno ad una gestione prevalentemente pubblica; ai trasporti, per il diritto dei pendolari di viaggiare in condizioni migliori; all'ambiente, per un modello di sviluppo e agricolo ecosostenibile.
Il centrodestra che da troppo tempo governa la Lombardia è stato sordo e indifferente a queste istanze e ha operato in maniera opposta a quanto richiesto dai cittadini; è tempo di cambiare rotta.
UNIONE POPOLARE
Simone Antonioli
28 anni, Candidato per la circoscrizione di Cremona

UNIONE POPOLARE è un progetto politico pacifista, femminista, antiliberista ambientalista fuori dal consociativismo di centro destra e centro sinistra che hanno condiviso da collocazioni diverse le scelte più importanti in sanità, welfare infrastrutture e mobilità e un modello di sviluppo predatorio, produttore di disuguaglianza sociale. Perfino una possibile intercambiabilità della Moratti come candidata Presidente trovava un naturale consenso tra i due poli.

Questo conferma tutto ciò che noi denunciamo da tempo: il consociativismo e la convergenza fra centro destra e centro sinistra., complici nella attuazione delle politiche neoliberiste di consumo del suolo, di esternalizzazione del lavoro nel comparto pubblico, di privatizzazione della sanità e di marginalizzazione della medicina territoriale e di azzeramento della prevenzione, di subalternità alla logica del profitto, di riduzione dello stato sociale.

La Lombardia è diventata la regione più inquinata del paese, è il luogo più appetibile per i guadagni delle multinazionali, per il riciclaggio delle mafie, per l’esaltazione del consumo dello spreco e per la colpevolizzazione di chi ne è escluso, la regione con la gestione più disastrosa dell’emergenza pandemica. Niente di nuovo può venire dal modello lombardo e dai suoi “campioni” per chi è precario, per gli 80 mila nuovi poveri che hanno chiesto aiuto alla Caritas, per le 20 mila famiglie lombarde indebitate e sotto sfratto e per quelle che si aggiungeranno in futuro incalzate dall’inflazione, dal caro bollette e dalla crisi occupazionale che la guerra in Ucraina porta come conseguenza. Unione popolare vuole rompere con questa politica.

Ci presentiamo alle elezioni regionali con la nostra lista, proponiamo l’alternativa necessaria alla gestione del territorio, da sottrarre allo tsunami predatorio delle Olimpiadi invernali 2026, politiche sociali antidiscriminatorie, anti razziste e anti sessiste, il contrasto a ogni forma di autonomia differenziata, la difesa del pubblico contro le privatizzazioni, la tutela dell’ambiente, l’impegno contro guerra, e il riarmo e contro l’uso del nostro territorio come base per testate nucleari.

A chiunque si riconosca con l’esigenza di cesura e totale contrapposizione al sistema di potere di centro destra e centro sinistra in Lombardia chiediamo di appoggiarci, votarci, di collaborare con noi.

Bisogna rompere il sistema che passa sotto il nome di modello lombardo.

Cremona 13 gennaio ORE 18.30

Presso Sala commissioni Politiche Educative via del vecchio Passeggio 1

Intervengono I candidati provinciali.

 Simone Antonioli,  Francesca Berardi

Silvano  Gottardi,   Erica Maria Erinaldi

Sabato mattina 7 gennaio dalle 10, 30 alle ore 13 banchetto di Unione Popolare, in piazza Stradivari, zona Spazio comune.

 In questi giorni come Unione popolare Cremona stiamo raccogliendo le firme per poter presentare la nostra lista alle prossime Elezioni regionali.

Come forza politica non presente in consiglio regionale Unione Popolare ha l'obbligo di presentare complessivamente 8000 firme, di cui almeno 500 della provincia di Cremona.  Raccolta per nulla semplice, considerati il periodo di festività e la stagione. Eppure la nostra lista sarà l'unica di vera alternativa politico-sociale al di fuori dei blocchi di centrodestra e centrosinistra.

Unione Popolare Cremona c/o PRC-SE via Cavitelli 4 per contatti 3387491876

 

 

Oppure su appuntamento chiamando 377 0902291

Come denuncia il Primario del Reparto di Pneumologia dell’Ospedale Maggiore di Crema Alessandro Scartabellati,

il boom di accessi al Pronto Soccorso di pazienti con problematiche da Covid o influenza stagionale si è scontrato con la carenza di posti letto che ha reso necessario il trasferimento dei pazienti Covid nel Reparto di Pneumologia, ormai saturo, con il risultato che si dovrà ora individuare nuovi reparti dotati di spazio per poter isolare i degenti positivi da quelli negativi.

Questa, a nostro avviso, non è che l'ennesima dimostrazione del fallimento del taglio dei posti letto di cui si sono resi responsabili i vari governi regionali e nazionali che si sono succeduti.

Noi di Unione Popolare sosteniamo la necessità di un'inversione di rotta e ci batteremo dentro e fuori il consiglio regionale per garantire a tutti i cittadini lombardi una sanità pubblica, gratuita e di qualità.

Simone Antonioli, Francesca Berardi, Silvano Gottardi, Erica Erinaldi (candidati di Unione Popolare per la Provincia di Cremona)

Questa mattina Pregliasco , uno dei virologi più di spicco nella lotta contro il Covid (anche in termini di apparizioni televisive) , dichiara alla stampa che sarà capolista nella civica di Pierfrancesco Majorino , candidato Presidente che rappresenta il centrosinistra e il M5S alle elezioni del 12 e 13 febbraio in Lombardia.
Proprio quel Pregliasco, Direttore Sanitario del Galeazzi e dirigente di punta del Gruppo privato San Donato, che dichiara “la risposta della sanità lombarda alla pandemia è stata buona".
Ricordo anche la moglie, assessora nella giunta di Formigoni.
Senza pregiudiziali, mi piacerebbe chiedere al candidato quale modello di sanità abbia in mente per "cambiare" il sistema. Che ruolo e spazio lascerà ai privati? Quale politiche di finanziamento e sostegno alla sanità pubblica, smantellata nel corso degli anni a livello regionale ma anche nazionale, da tutti i governi a prescindere dallo schieramento bipartitico.
La gestione delle liste d'attesa è un aspetto molto importante in termini di efficacia ed efficienza del servizio, ma la soluzione non può essere quella di rafforzare ulteriormente il modello privato di accreditamento.
Care cittadine e cari cittadini, se avete davvero a cuore un sistema sanitario pubblico che metta al centro la cura e non il profitto, avete una sola occasione:
votare per Unione Popolare

Documento approvato dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Le elezioni del 25 settembre ci consegnano un Paese in cui per la prima volta nella storia repubblicana il partito più votato è erede della formazione storica dei nostalgici del fascismo con la loro fiamma nel simbolo. La maggioranza di seggi conquistati nel parlamento non è conseguenza di una crescita impetuosa del consenso verso il complesso della destra. Piuttosto, è avvenuta una redistribuzione del voto all’interno della coalizione che già con Salvini aveva assunto negli anni scorsi un profilo di ultradestra trumpiana e lepenista.

La destra non ha conquistato la maggioranza dei voti, ha vinto elezioni caratterizzate dall’ulteriore crescita dell’astensionismo. Siamo di fronte a dati che riflettono la profonda crisi sociale e democratica: l’affluenza più bassa nelle elezioni politiche (63.9%) e il maggior calo della partecipazione al voto rispetto alla precedente tornata  (oltre il 9%) nella storia repubblicana. Dopo anni di politiche neoliberiste, di svuotamento della democrazia costituzionale e di cancellazione di un’alternativa di sinistra, è cresciuto enormemente il distacco delle classi popolari dalla politica e dalla rappresentanza. La vittoria della fiamma tricolore è il risultato di un processo di lunga durata di sdoganamento del fascismo e revisionismo storico, di un trentennio di bipolarismo e soprattutto dell’ultimo decennio di governi con dentro il PD. L’affermazione di Fratelli d’Italia non va sottovalutata perché non è un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto europeo e internazionale che ha visto nell’ultimo decennio la crescita globale dell’ultradestra, dagli Stati Uniti al Brasile e in molti Paesi europei.