"Collettivo Lucia Piloni" prosegue la campagna di tesseramento.

Domenica 18/5 dalle 9.00 alle 12.00 presso Arco del Voghera a Castelleone.

Vi aspettiamo alle prossime iniziative referendarie del nostro Partito nella nostra federazione.


Se i lavoratori e le lavoratrici vivono dignitosamente sta meglio tutta la società.
Tutte e tutti al voto l'8 e il 9 giugno!
4 sì per un lavoro sicuro e dignitoso, 1 sì per un Paese solidale dove sia bello vivere!

Ieri è stato ufficialmente inaugurato il circolo "Collettivo Lucia Piloni" di Castelleone.

Dopo le introduzioni dei cosegretari Erica Erinaldi e Danilo Somenzi, sono intervenuti il segretario regionale Fabrizio Baggi, i cosegretari provinciali Francesca Berardi e Simone Antonioli, il Presidente dell'ANPI di Castelleone Beppe Sorini, il segretario del circolo PD di Castelleone Leone Lisé, il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Paolo Losco, la compagna di Emergency Gemma Maglio e i compagni del circolo Christian Clerici, Nora Somenzi, Luca Erfini e Fausto Lazzari che ha concluso la cerimonia con un brano di Calamandrei sull'importanza della nostra Costituzione.

Nei vari interventi è stata riconosciuta l'importanza dell'apertura di un circolo di Partito e di una voce controcorrente e sono trattati molte temi quali il lavoro (dai morti sul posto di lavoro alla scadenza referendaria), la partecipazione giovanile alla politica e l'antifascismo, sono stati riconosciuto l'impegno, la passione e l'entusiasmo che i compagni di Castelleone hanno dimostrato in quest'anno e mezzo di attività anche nell'aiutare gli altri circoli della federazione e sono stati ricordati i compianti compagni storici Antonio Miglio e Lucia Piloni cui il circolo è intitolato.

Dopo l'inaugurazione ha avuto luogo un buffet seguito dal pranzo popolare presso l'ARCI Alice nelle città che ringraziamo per l'ospitalità.

Al lavoro e alla lotta!

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Nemmeno 24 ore dopo la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro,

alla vigilia della Festa del Primo di Maggio ( festa del lavoro?) ...un’altra vita spezzata nei cantieri lombardi. Martedì 29 aprile, a Soresina (CR), un operaio di 35 anni è morto schiacciato dalla benna del mini-escavatore che stava manovrando. Inutili i soccorsi. Sull’episodio indagano Carabinieri e Ispettori del lavoro, mentre il mezzo è stato posto sotto sequestro.
Una tragedia evitabile? Sì, come quasi tutte le morti sul lavoro.
Perché si muore per fretta, ricatti, mancanza di formazione, mancati controlli, risparmi sulla sicurezza, turni massacranti.
In Italia si muore di lavoro ogni giorno.
Nel 2024 sono state 1.090 le vittime ufficiali secondo l’INAIL, 49 in più rispetto al 2023.
3 morti al giorno.
Un’intera città cancellata ogni decennio.
In Lombardia, nel 2023, 172 lavoratori non sono tornati a casa; nel 2024, 182 sono stati i decessi.
Sono numeri da guerra. Ma una guerra nascosta. Una strage che fa meno rumore.
Chi grida “merito” e “produttività” dimentica che non c’è merito nella morte, e nessun profitto vale la vita di un lavoratore.
Ogni morte sul lavoro è una sconfitta dello Stato, del sistema produttivo, della politica che non interviene.
Zitti non possiamo stare.
Serve una rivoluzione culturale e politica. Servono assunzioni immediate nei servizi ispettivi, l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro, più formazione, più sicurezza, meno precarietà, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, estensione della responsabilità al committente nei lavori dati in appalto e subappalto.
I padroni contano i profitti. Noi contiamo i morti.
Ma ora basta contare. È tempo di agire, di ricomporre il mondo del lavoro attraverso le lotte per i diritti e la dignità di lavoratori e lavoratrici.
È tempo di cambiare le leggi ingiuste. Lo possiamo cominciare a fare direttamente, senza mediazioni, andando a votare i referendum su lavoro e cittadinanza l'8 e il 9 giugno.
Dalla parte di chi lavora. Sempre.

 

 Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Cremona

Sabato 26 aprile, dalle ore 15:30 alle ore 19:00 terremo un presidio in piazza Duomo a Crema, con raccolta di fondi a sostegno e in solidarietà con il popolo Palestinese.
Si potrà firmare una petizione contro il riarmo europeo.


Israele ha sganciato su Gaza un quantitativo di esplosivo equivalente a 6 bombe sganciate su Hiroshima.
Esiste un altro genocidio ed è quello mediatico e informatico contro il popolo Palestinese di Gaza, ma anche della Cisgiordania, perpetrato dai giganti della tecnologia e dei media di tutto il mondo, Italia compresa.
Le autorità sanitarie Palestinesi hanno confermato che il numero di persone uccise ha superato quota 51.000, la maggior parte sono donne e bambini; i feriti sono oltre 117.000.
Siamo per il riconoscimento dello Stato di Palestina, siamo per lo Stop al Genocidio a Gaza e Cisgiordania, siamo contro il riarmo europeo.

Circolo di Crema dell'Associazione di Amicizia Italia Cuba; Associazione SOS Diritti; Partito della Rifondazione Comunista circoli di Crema e Castelleone; Federazione Provinciale del PRC; Unione Sindacale di Base; Confederazione Unitaria di Base; Sezioni ANPI di Castelleone,Soncino, Vailate; Massimiliano Saccone (Presidente ANPI di Vaiano Cremasco); Gianni Grazioli (Presidente ANPI di Pizzighettone); Paolo Balzari (Presidente ANPI di Crema).

Mercoledì 16 aprile a Castelleone interessante dibattito con il compagno Nello Patta della Direzione Nazionale sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza dell'8 e 9 giugno organizzato dai compagni del circolo "Collettivo Lucia Piloni"{oziogallery 146}

Ieri il Parlamento europeo ha approvato il piano di riarmo da 800 miliardi

presentato dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Una vergogna che ci sta portando sull’orlo del disastro, nel vortice del conflitto permanente, nella follia della guerra nucleare.
Ancora più urgente allora è scendere in piazza a Roma sabato 5 aprile in tante e tanti contro il riarmo, l’esercito europeo, la guerra. Contro il genocidio a Gaza, per la costruzione di un grande movimento unitario per la pace.
Viviamo in un momento drammatico della storia dell’umanità, e dell’Europa in particolare, a causa della follia bellicista che minaccia di esasperare la devastazione sociale prodotta da decenni di politiche neoliberiste e minaccia di ridurre drasticamente le risorse da destinare a lavoro, scuola, sanità e ad una transizione ecologica non più rinviabile. Va in questa direzione lo stanziamento approvato di 800 miliardi di Euro del progetto di “Riarmo europeo” verso cui si sta riconvertendo, in direzione di un’economia di guerra, il piano Draghi “per un’Europa più competitiva”. A questo scopo è già in atto in diversi paesi europei, governati da forze di centrodestra ma anche di di centrosinistra, la sottrazione di ingenti risorse alla spesa sociale, già abbondantemente ridimensionata dalle politiche neoliberiste: meno Welfare, più Warfare. Per giustificare queste scelte scellerate e propiziare l’adesione alle politiche di guerra, in contrasto con il desiderio di pace maggioritario tra i popoli europei, i governanti dell’UE e i media diffondono paura attraverso la menzogna di una possibile aggressione della Russia ad altri paesi europei. Sono quegli stessi governanti europei che insieme agli USA, hanno preparato terreno fertile per seminare la guerra attraverso operazioni pericolose e provocatorie, allargando progressivamente la NATO a Est, sostenendo il colpo di stato di Maidan,chiudendo gli occhi di fronte ad 8 anni di aggressioni al Donbass; e in seguito boicottando tutti i tentativi di pace, fomentando le pulsioni guerrafondaie di Zelensky con l’invio all’Ucraina di armi sempre più devastanti e l’imposizione di sanzioni sempre più pesanti alla Russia.
Oggi assistiamo a un salto di qualità delle spinte militariste europee, aggravate dal fatto che arrivano proprio nel momento in cui le trattative USA e Russia fanno intravedere i primi spiragli di una pace possibile: mentre i negoziati delineano i primi parziali accordi, l’Unione Europea assume la criminale iniziativa di boicottare il percorso verso la pace. Vanno in tal senso le iniziative e le prese di posizione di questi giorni: in primo luogo il netto rifiuto alla revisione delle sanzioni nei confronti delle banche e società russe impegnate nell’esportazione di prodotti agricoli, condizione posta dalla Russia per una tregua della guerra nel Mar Nero, primo passo per un cessate il fuoco; in secondo luogo, il crescendo di folli pronunciamenti militaristi, da Macron a Starmer, per l’invio di truppe in Ucraina, con il risultato immediato di compromettere ogni possibile trattativa con la Russia e con il rischio in prospettiva di un concreto allargamento della guerra. Questa Unione Europea si configura nei fatti come la principale responsabile del proseguimento di una guerra che, con la scelta di estendere l’ombrello atomico, sfocerebbe in un conflitto nucleare. Questa Europa guerrafondaia che, mentre impedisce la pace in Ucraina si rende corresponsabile dello sterminio dei palestinesi, va contrastata e fermata. Perciò è necessario moltiplicare gli sforzi per mobilitare le popolazioni europee contro il riarmo, l’esercito europeo e le spinte alla guerra, per la pace possibile. A tal fine, e per estendere la mobilitazione ai milioni di cittadini che vorrebbero la pace, è necessario legare l’opposizione alla guerra con quella contro i tagli al Welfare, e contro la prosecuzione delle politiche neoliberiste che hanno prodotto il disastro sociale ed economico del nostro Paese. Con questo intendimento abbiamo partecipato attivamente alla manifestazione contro la guerra del 15 marzo scorso a Roma in Piazza Barberini, in alternativa a quella promossa da Michele Serra. Con lo stesso obiettivo occorre impegnarsi per sostenere tutte le iniziative contro il riarmo, la guerra e le politiche neoliberiste per aggregare in un fronte comune tutte le forze politiche, sociali e culturali alternative a coloro che, in Italia e in Europa, a destra come nel centrosinistra, sostengono il riarmo e l’esercito europeo.
La manifestazione del 5 aprile, come sottolineato anche dall’appello di Angelo D’Orsi e di Elena Basile, può essere un altro passaggio importante per la costruzione di un grande movimento unitario per la pace di cui vi è necessità assoluta. In questa direzione pensiamo che sia necessario dare vita in tutto il Paese a comitati contro la guerra e i tagli ai salari e alle spese sociali e promuovere una grande manifestazione nazionale unitaria per la pace, contro il riarmo e la guerra coinvolgendo tutte le forze politiche e sociali, i movimenti e i settori di intellettuali che si oppongono all’aumento delle spese militari, alle spinte guerrafondaie e ai tagli al welfare. A tutte queste forze avanziamo la proposta politica di costruire uno schieramento politico, sociale, culturale in rottura e in alternativa a tutte quelle forze di centrodestra e centrosinistra che portano avanti politiche di riarmo, guerra e di austerità per i ceti popolari. Ritenendo la riuscita di questa manifestazione molto importante invitiamo tutte e tutti ad essere presenti per far sentire forte la voce contro le politiche guerrafondaie e neoliberiste promosse sia dal centrodestra che dal centrosinistra.
Basta spese militari! Più soldi per la spesa sociale!

Dopo mesi di confronto e dibattito, anche nella nostra Federazione si è concluso il XII° Congresso del Partito della Rifondazione Comunista,

cui hanno partecipato cinquantacinque compagni iscritti ai sei circoli presenti sul territorio: Cremona, Casalmaggiore-Piadena, Crema, Castelleone, Vaiano Cremasco e Soncino.
Numerosi cambiamenti sono stati apportati al gruppo dirigente locale del nostro Partito: il compagno Beppe Bettenzoli è subentrato come Segretario del circolo di Crema al compagno Serse Mostosi, nominato tesoriere, mentre Simone Antonioli è stato confermato vicesegretario; il compagno Alessandro Zanola è succeduto al compagno Giandomenico Moroni come Segretario del circolo di Vaiano Cremasco; i compagni Erica Erinaldi e Danilo Somenzi sono i nuovi segretari del ricostituito circolo di Castelleone, con tesorieri i compagni Luca Stringhi e Marco Galloni; per i circoli di Cremona e Casalasco sono invece state confermate le segretarie uscenti, rispettivamente le compagne Francesca Berardi e Gloria Barili.

La sera del 21/3 la Poderosa era gremita di tante persone interessate al dibattito con Elena Basile, Angelo d'Orsi, Piergiorgio Odifreddi e Paolo Ferrero.
I quattro relatori hanno saputo toccare numerosi temi e offrire punti di vista differenti su questioni cruciali come g€n0c1dio a G@za, la guerra in Ucraina, la corsa al riarmo, il ruolo dell'Occidente sulla scacchiera geopolitica mondiale, i rapporti tra Europa e Stati Uniti.