Biciclettata per il SÍ ai referendum a Crema.

 

In bicicletta per la democrazia, il lavoro, i diritti e 5 SÌ


Il 2 giugno 1946, con il primo referendum a suffragio universale, è nata la Repubblica.
Con il voto di tutte e tutti. 
Con la scelta di mettere il lavoro e i diritti come fondamenta della nostra società.
Oggi, un altro referendum può ripercorrere quella strada. 
Con il voto di tutte e tutti.
Il 2 giugno 2025 pedaliamo uniti, insieme, tra i quartieri di Crema, fino a Piazza Garibaldi, per dire SÌ alla partecipazione, SÌ ai diritti, SÌ al lavoro, SÌ alla giustizia sociale, SÌ alla democrazia, SÌ alla Repubblica Italiana, democratica e fondata sul lavoro e sui diritti.

Per la partecipazione!
Per il futuro!
Per 5 SÍ!

 GIOVEDÌ 29 MAGGIO ORE 21:00 SCANDOLARA RAVARA SALA CONSIGLIARE VIA MARCONI 63

PER UN LAVORO STABILE, SICURO, TUTELATO E DIGNITOSO E PER IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA.

 

Oggi abbiamo partecipato al Crema Pride per ribadire che "i diritti civili e sociali o sono per tutti o non sono diritti".

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Contro l’odio, per l’orgoglio: solidarietà al Crema Pride e alla comunità LGBTQIA+

Nella notte del 20 maggio 2025, la città di Crema è stata teatro di un atto intimidatorio: l’affissione di manifesti che alludono ad un inesistente legame tra omosessualità e pedofilia posti fuori dalle sedi delle realtà sostenitrici del Crema Pride.a firma del Veneto Fronte Skinheads, un’organizzazione di estrema destra nota per le sue posizioni razziste e omofobe.
Non inganni il riferimento veneto: sono cremaschi, nemmeno giovanissimi, hanno famiglia e pure figli... e sono noti alle forze dell'ordine.
Agiscono di notte come vuole la tradizione fascista. Ma non è tradizione è gesto codardo, si firmano ma non si fanno vedere.
Usano parole di altri, estrapolando frasi di scrittori e persone per bene ma a loro uso e consumo.
Questi gesti rappresentano un attacco diretto non solo alla comunità LGBTQIA+, ma ai valori fondamentali di inclusione e rispetto che la nostra società deve promuovere.

Esprimiamo come Federazione di Cremona del Partito della Rifondazione Comunista la nostra più profonda solidarietà al comitato organizzatore del Crema Pride, al nostro circolo "Peppino Impastato" di Crema, alla CGIL, al Partito Democratico, al Bar Parko, ai Comuni di Crema e Casaletto Vaprio, alle associazioni coinvolte e a tutte le persone che si riconoscono nei valori di uguaglianza e libertà.
Il Crema Pride, in programma per il 24 maggio 2025, è un evento storico per la città: la sua prima manifestazione di orgoglio LGBTQIA+, sostenuta dal Comune di Crema e dalla Provincia di Cremona .

Il Pride non è solo una parata colorata, ma un atto politico e culturale che afferma il diritto di ogni individuo a vivere liberamente la propria identità.
È una risposta collettiva contro ogni forma di discriminazione e violenza, un momento di visibilità per chi troppo spesso è costretto all’invisibilità.

Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini a partecipare al Crema Pride, per ribadire insieme che l’amore, la libertà e la dignità non possono essere intimiditi.
Contro l’odio e la paura, rispondiamo con l’orgoglio e la solidarietà.
Noi ci saremo per ribadire che i diritti sono di tutti o non sono diritti.

Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Cremona

“Strade Sicure” ovvero: perché l’esercito dovrebbe sostituire servizi sociali e polizia locale? Ci sono altre strade. Perché non usarle? In fin dei conti non sono grandi metropoli Crema o Cremona. Ed invece davanti alla crescente percezione di insicurezza urbana, la risposta delle istituzioni è sempre più spesso la stessa: militari nelle strade e daspo urbano.

A Cremona centrosinistra (con poche eccezioni) e centrodestra, insieme appassionatamente, votano un ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia dopo un incontro tra il sindaco PD Andrea Virgilio e il senatore di Fratelli d’Italia Renato Ancorotti per mandare militari nelle stazioni, mentre a Crema, sempre insieme appassionatamente, il nuovo regolamento di polizia municipale proposto dalla giunta guidata dal sindaco PD Bergamaschi, che prevede varie misure tra cui l’introduzione di zone rosse dove si applicherà il daspo.
 
Ma davvero la presenza dell’esercito può o deve supplire alla cronica mancanza di investimenti nei servizi sociali e nei corpi di polizia locale? L’operazione “Strade Sicure” non risolve le cause profonde del disagio: le nasconde. Non affronta le disuguaglianze, l’emarginazione, l’abbandono educativo, la precarietà.  Le mette semplicemente sotto controllo armato, creando un clima di sorveglianza e paura più che di protezione e fiducia.
 
Il paradosso è evidente: si militarizzano le stazioni ferroviarie, ma si lasciano senza fondi i centri di aggregazione giovanile.  Si invocano le “divise” mentre i servizi di prossimità chiudono per mancanza di personale o non si investe in quella direzione.  Si spendono milioni per i presidi armati (l’Europa del Riarmo docet), ma si tagliano le risorse alla prevenzione e all’inclusione.
 
Eppure altre strade esistono: si chiamano stato sociale, formazione, educazione, spazi pubblici vivi e vissuti, presenza civica e culturale nei quartieri e nelle periferie.  I servizi sociali vanno rafforzati, qui come ovunque in Italia.
 
Polizia locale formata e non armata si avvicina alla cittadinanza e non solo a chiederle i permessi di soggiorno o a fare le multe agli esercenti notturni.  Scelte politiche che mettano al centro le persone, non l’immagine falsata dell’ordine.
 
La sicurezza non è uno stato d’eccezione permanente.  È un diritto che si garantisce con giustizia sociale e partecipazione democratica.
 
Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Cremona

In merito all'intervento presso la Scuola elementare di S.Maria da parte di Hamid Tahiri,

responsabile del Centro culturale islamico cremasco,invitato dalle insegnanti di religione per rispondere alle domande e alle curiosità dei ragazzi di quinta relativamente alla religione e alla cultura islamica, la Lega non ha perso l'occasione per affermare le sue posizioni retrograde, intolleranti e discriminatorie.

È infatti intervenuta l'europarlamentare Isabella Tovaglieri parlando di indottrinamento dei bambini alla religione islamica, della necessità di salvaguardare il nostro futuro, "oggi accettiamo lezioni di islam apparentemente innocue, domani potremmo trovarci a difendere le conquiste occidentali in termini di libertà...".
Per non essere da meno il consigliere comunale Andrea Bergamaschini ha affermato che l'episodio è gravissimo e segna un ulteriore passo verso un inaccettabile islamizzazione, "chiediamo che l'amministrazione scolastica e quella comunale chiariscano immediatamente chi ha autorizzato questa iniziativa...La scuola deve educare, non indottrinare".

Premesso che esprimiamo la nostra totale solidarietà e il nostro sostegno a Tahiri e al Dirigente scolastico, bene ha fatto Tahiri a rispondere che la Lega non ha perso l'occasione per spargere odio e veleno gratuiti. Spiegare in un'ora all'anno i principi della religione islamica, rispondendo alle curiosità dei bambini, non indottrina nessuno.