
OLTRE LA REPRESSIONE, COSTRUIAMO IL CAMBIAMENTO.
Nelle ultime settimane in Italia stiamo assistendo all'insorgere di una nuova risposta sociale.
Dalle aule delle scuole e delle università fino ai cancelli delle fabbriche, sulle strade, dalle piazze al mondo del lavoro e della produzione, un malessere profondo e diffuso sta venendo alla luce.
Non si tratta di episodi isolati, ma della risposta spontanea al fallimento delle politiche liberiste, che negli ultimi quindici anni hanno allargato in modo intollerabile la forbice delle diseguaglianze economiche e sociali.
Una nuova generazione sta prendendo parola, partendo dalla denuncia di un sistema scolastico e formativo a pezzi per arrivare ai grandi temi del nostro tempo: il no alla guerra e al riarmo, lo stop alle risorse sottratte al sociale per finanziare la corsa agli armamenti, la richiesta di vera giustizia sociale ed economica contro precarietà, salari da fame e tagli ai servizi pubblici.
Di fronte a questa chiara e diffusa domanda di cambiamento, la risposta delle istituzioni continua a essere solo la repressione, la militarizzazione dei territori, i fermi di massa, l'uso sproporzionato della forza e la demonizzazione del dissenso.
Si cerca di trasformare la tensione sociale in un semplice problema di ordine pubblico, criminalizzando chi protesta, compresi i giovanissimi, pur di non affrontare le cause reali del malessere.
Anche nella nostra Provincia, a Cremona e Crema, c’è stato un vergognoso tentativo di criminalizzazione del dissenso, con narrazioni farlocche come l’annuncio di un’inesistente manifestazione violenta prevista per la giornata di martedì da concludersi con assalto al Centro Commerciale Cremona Po, che ha terrorizzato la città al punto da chiudere negozi e lasciare a casa da scuola i ragazzi, oltre che suscitare l’indignazione popolare nei confronti di chi scende in piazza a lottare per ciò in cui crede, come fossero tutti delinquenti, il tutto supportato da immagini create ad hoc con l’intelligenza artificiale.
A Crema invece è stata annunciata una possibile rivolta giovanile che ha provocato la mobilitazione delle forze dell’ordine, la chiusura di diversi negozi e scuole deserte.
Ma non sarà certo a colpi di manganello, lacrimogeni, fermi e leggi speciali che si potranno cancellare le ingiustizie su cui si regge questo sistema.
Le mobilitazioni studentesche, i blocchi dei lavoratori e la rabbia che attraversa la società fanno parte dello stesso campo: quello di chi rifiuta di rassegnarsi allo status quo.
È il momento di trasformare questa spinta spontanea in organizzazione, solidarietà e alternativa reale.
Basta tagli alla scuola e alla sanità, stop alla militarizzazione delle scuole, delle piazze e della società, vogliamo lavoro dignitoso, diritto allo studio e un freno immediato all'economia di guerra.
Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Cremona
Giovani Comunisti/e Cremona
La proposta rappresenta anche un primo segnale di ripristino della progressività fiscale prevista dall’articolo 53 della Costituzione. La misura interessa una piccolissima parte della popolazione italiana, meno di 500 mila persone, ovvero solo l’1% più ricco della popolazione. Il gettito potrebbe superare i 26 miliardi di euro annui a cui si aggiungerebbero gli 8 miliardi provenienti dalla riforma della tassa di successione.
Le risorse, sarebbero destinate in modo vincolante a sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, disabilità, sostegno al reddito e riduzione dell’Irpef sui lavoratori.
Le 50.000 firme necessarie per la presentazione della proposta in Parlamento sono state già raggiunte e superate ma l'obiettivo è raccoglierne quante più possibile per promuovere un vero confronto pubblico sul tema delle disuguaglianze sociali ed economiche che caratterizzano la quotidianità di un sempre maggior numero di lavoratrici e lavoratori e di famiglie italiane. Per questo motivo oltre a promuovere la raccolta firma tramite piattaforma online del Ministero (https://firmereferendum.
La raccolta firme termina il 15 novembre.
Tra i promotori della proposta di legge figurano un folto gruppo di economisti ed economiste tra cui Piergiorgio Ardeni, Guendalina Azzolin, Riccardo Bellofiore, Emiliano Brancaccio, Guglielmo Forges Davanzati, Andrea Fumagalli, Marta Fana, Gabriele Guzzi, Clara Mattei, Mario Tiberi, Giovanna Vertova, Marco Veronese Passerella, Alessandro Volpi; il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, Fausto Bertinotti, Vittorio Agnoletto, Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale).
Sostenitori della proposta Riccardo Staglianò, la presidente di Libertà e Giustizia Daniela Padoan, Dario Ballardini, Francesca Fornario, Gabriele Polo, Matteo Pucciarelli, Roberto Ciccarelli, Benedetta Sabene, Dino Greco, Laura Marchetti, Maura Cossutta, Paolo Ferrero, Ugo Mattei, Alfonso Gianni, Cristina Morini, Vincenzo Greco, Eliana Como, Guido Liguori, Angelo d’Orsi, Paolo Berdini, Loris Caruso, il presidente dei Giuristi Democratici Roberto La Macchia.
Hanno aderito dal mondo della musica: Gang, Pierpaolo Capovilla, Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista) e Militant A (Assalti Frontali).
Data Center a Casalmaggiore: prima di decidere, informiamo i cittadini
Apprendiamo dal Sindaco Bongiovanni il 21 di settembre, a mezzo stampa, della realizzazione di un Data Center a Casalmaggiore (una struttura fisica che ospita computer potenti, server, sistemi di
archiviazione e apparecchiature di rete necessari per elaborare, conservare e fare viaggiare i dati digitali e tutto quello che conserviamo sui nostri computer e smartphone), precisamente nella frazione di Vicobellignano, nel sito della ex fornace Sereni.
Ci rivolgiamo all’amministrazione comunale e agli enti competenti: "com’è possibile che i cittadini vengano a conoscenza di una trasformazione di questa rilevanza per il territorio, attraverso i giornali e non attraverso un percorso pubblico di informazione e confronto?
Il Partito della Rifondazione Comunista esprime massima solidarietà ai lavoratori a tempo determinato della Bauli di Romanengo che non vedranno confermarsi il contratto e ai 16 lavoratori in staff leasing con cui l’azienda ha deciso di interrompere la collaborazione.
Si tratta di una scelta iniqua che ricadrà su decine di persone che in questi anni si sono formate all’interno della Bauli, hanno messo a sua disposizione le proprie competenze e ora verranno lasciate a casa senza stipendio.
Ci associamo dunque alla richiesta dei sindacati di individuare soluzioni alternative che salvaguardino l’occupazione e dichiariamo fin da subito il nostro incondizionato appoggio ad ogni forma di lotta che i dipendenti della Bauli vorranno mettere in atto per difendere i posti di lavoro.
Per la Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista,
Francesca Berardi e Simone Antonioli (Co-Segretari PRC Federazione di Cremona)
Fabrizio Aroldi (Responsabile Lavoro PRC Cremona)
Anche noi siamo stati "in piazza insieme per la Palestina" a Cremona, Crema e Castelleone.
Questo sabato parteciperemo ai flash mob congiunti di Cremona, Crema e Castelleone contro il genocidio in Palestina, le guerre e il riarmo.
Ieri sera, a Castelverde, abbiamo preso parte all'assemblea, indetta dal Comitato 26 Aprile POzzaglio in salute, sull'impianto di data center che sorgerà a Pozzaglio, dov'è stato denunciato che esso comporterà molto consumo di suolo, energia e acqua, oltre che un aumento della temperatura.
Condividiamo la necessità di sospendere ogni autorizzazione in attesa di una pianificazione ragionata che concili sviluppo dell'intelligenza artificiale e tutela dell'ambiente.
Per questo motivo, stamattina abbiamo preso parte al presidio contro l'impianto davanti al Comune di Pozzaglio ed Uniti.

Sabato 5/9 festa del Circolo "Collettivo Lucia Piloni" di Castelleone, durante la quale è intervenuto il compagno Fabrizio Baggi della Direzione Nazionale di Partito della Rifondazione Comunista. Il ricavato della cena sarà devoluto alla clinica Al-Mawasi di EMERGENCY, nella Striscia di Gaza. Un grande ringraziamento a Fabrizio, ai compagni che hanno dato il loro contributo alla buona riuscita della festa, al Circolo ARCI "La Baracca" di Soresina per l'ospitalità, al trio "Di voce in voce", i Fusion Friends Jam, MercaTina Solidale e a tutti quanti voi per la numerosa partecipazione!
Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la massima solidarietà ai cittadini di Cremona, in particolare alle famiglie sfollate e ai numerosi feriti, fortunatamente non gravi, per i danni provocati dalla tempesta che venerdì si è abbattuta sulla città, arrecando gravi danni a case, vetture, alberi, attività, edifici storici (tra cui il Duomo), infrastrutture e molto altro.
Questi eventi atmosferici, purtroppo sempre più frequenti, non sono una casualità, ma sono dovuti ai cambiamenti climatici che tanti governanti ancora oggi negano o comunque sottovalutano, non adottando adeguate misure per contrastarli, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Chiediamo quindi a Comune, Regione e Stato d'intervenire tempestivamente in sostegno ai cremonesi colpiti dal maltempo e sensibilizzare tutte le istituzioni nazionali e internazionali sulla necessità di predisporre provvedimenti adeguati alla salvaguardia dei territori e il contrasto dei cambiamenti climatici.
Chiediamo inoltre che vengano assegnate maggiori risorse e più personale alle Istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente, del territorio, alla difesa del suolo ed alla prevenzione del rischio idrogeologico e che il raccordo tra le stesse sia reale, costante e produttivo di risultati.
Non si può più indugiare, la Terra o la si salva ora oppure entro qualche decennio la vita sul nostro pianeta non ci sarà più.
Per la Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista, i Co-Segretari Francesca Berardi e Simone Antonioli
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