LA SALUTE DELL'OGLIO PO: MANCANO POLITICHE DI WELFARE AZIENDALE
Il sindaco Bongiovanni ribadisce (come ebbe a dire anche in Consiglio Comunale) che la sua interlocuzione con il direttore di ASST Ezio Belleri è molto frequente.
Questa sarebbe un'ottima cosa, anche rassicurante per il territorio, a parte che il direttore ASST non sia l'unico interlocutore, perché altrimenti il rischio è che il sindaco avvalli acriticamente la linea ufficiale della dirigenza ASST.
Vorremmo capire anche il ruolo e il peso dell'assemblea dei sindaci del territorio, che appare spesso impalpabile sulle decisioni prese di volta in volta dall'Azienda.
Bongiovanni, nell'affermare che l'ospedale Oglio Po è necessario e che stia tentando di rafforzarlo, si sofferma sulla carenza di infermieri (emergenza nazionale) evidenziando che "fare l'infermiere è una vocazione".
Dissentiamo dall'affermazione di Bongiovanni, pensiamo che fare l'infermiere non debba essere considerata una vocazione perché si rischia di non dare il giusto valore al loro lavoro; gli infermieri sono professionisti che studiano e si preparano duramente per anni, sarebbe ora di considerarli tali dandogli il giusto riconoscimento economico ed in termini di condizioni lavorative.
Si continua a sostenere che, in riferimento alla carenza di infermieri, rivolgersi alle cooperative è la direzione obbligata.
Noi pensiamo invece che esistano strade diverse che bisogna avere il coraggio di intraprendere.
Già da luglio 2025, durante un incontro in Regione Lombardia voluto dal consigliere Matteo Piloni, presente Belletti per ASST Cremona, l'assessore regionale al Welfare Bertolaso aveva avuto un'apertura alla proposta di Piloni di puntare sulle pratiche politiche di Welfare aziendale per l'ospedale Oglio Po, cioè quelle pratiche di agevolazione sul reddito finalizzate a favorire l'avvicinamento di figure professionali al nostro ospedale quali maggiore flessibilità nella conciliazione tra vita e lavoro, asili nido aziendali o convenzioni con quelli già presenti sul territorio, contributi sulle rette, buoni carburante e buoni spesa, sostegni sugli affitti e altre forme di supporto al reddito, da costruire anche in sinergia con i servizi comunali, che porterebbero benefici fiscali sia per l’azienda, con costi deducibili, sia per i lavoratori, perché i bonus non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
Ad oggi di questa soluzione, che noi riteniamo ottimale, ancora non si vede nulla, soluzione, tra l'altro, già adottata in Regione Lombardia da altre ASST.
Chiediamo ad ASST Cremona se esiste un progetto di Welfare aziendale in Oglio Po e al sindaco Bongiovanni quali Comuni intendono collaborare.
Siamo certi che, così facendo, renderemmo il nostro nosocomio più attrattivo e non avremmo più bisogno di trovare personale attraverso cooperative, scelte spesso fallimentari.
Ricordiamo il tentativo non riuscito di affidare a una cooperativa l’intero servizio infermieristico del reparto di Medicina: un fallimento di cui non sono mai state chiarite le cause.
A questo si aggiunge l’assenza di informazioni sul cosiddetto “piano B” del direttore generale Belleri, nonostante le sollecitazioni del Coordinamento cittadine e cittadini per l’Ospedale Oglio Po e di una parte delle minoranze in consiglio comunale.
Chiediamo infine che il direttore generale chiarisca quali scelte intende compiere sulla situazione del personale infermieristico di Medicina e degli altri reparti e lo faccia avviando un confronto diretto e costante con chi in ospedale ci lavora ogni giorno”.



