Data Center a Casalmaggiore: prima di decidere, informiamo i cittadini



Apprendiamo dal Sindaco Bongiovanni il 21 di settembre, a mezzo stampa, della realizzazione di un Data Center a Casalmaggiore (una struttura fisica che ospita computer potenti, server, sistemi di
archiviazione e apparecchiature di rete necessari per elaborare, conservare e fare viaggiare i dati digitali e tutto quello che conserviamo sui nostri computer e smartphone), precisamente nella frazione di Vicobellignano, nel sito della ex fornace Sereni.

Ci rivolgiamo all’amministrazione comunale e agli enti competenti: "com’è possibile che i cittadini vengano a conoscenza di una trasformazione di questa rilevanza per il territorio, attraverso i giornali e non attraverso un percorso pubblico di informazione e confronto?



Non partiamo da un pregiudizio ideologico contro i Data Center, non neghiamo il valore dell’innovazione tecnologica né intendiamo sostenere a priori che un simile insediamento debba essere respinto e rispondiamo in modo favorevole alla riqualificazione urbana dell’area ex Sereni, da tempo dismessa; partiamo però da una preoccupazione legittima, che riguarda davvero tanti cittadini (in particolar modo quelli che abitano nelle frazioni di Vicobellignano ed Agoiolo, con i quali ci siamo confrontati) determinata dalla mancata conoscenza del progetto, delle sue dimensioni, dei suoi consumi energetici, delle eventuali emissioni, dall’aumento di calore, dall’inquinamento acustico, insomma da quelle condizioni che impattano sull’ambiente e sulla qualità di vita.

La stessa Regione Lombardia riconosce oggi che la crescita dei Data Center presenta rilevanti implicazioni sotto il profilo territoriale, ambientale ed energetico e che la loro localizzazione e realizzazione debba essere ricondotta ad uno sviluppo ordinato e coordinato.

Pensiamo quindi che sia doverosa da parte dell’amministrazione comunale, una valutazione
dell’impatto ambientale complessivo, tenuto conto della realtà territoriale già in sofferenza per l’innalzamento delle temperature, per il traffico pesante e per gli impianti a biogas, elementi e condizioni che vanno sommate tra loro. 

È ragionevole chiedere che, prima di procedere, i cittadini siano messi nelle condizioni di conoscere il progetto e di esprimere in modo consapevole e informato le proprie eventuali osservazioni e per questo chiediamo, cortesemente, al Sindaco Bongiovanni e all’amministrazione comunale alcuni provvedimenti che vadano nella direzione di quanto appena espresso, ovvero:

1. la sospensione dei termini attualmente previsti per la presentazione delle osservazioni, indicati in 15 giorni;
2. la convocazione di un’assemblea pubblica, aperta a tutta la cittadinanza, nella quale il progetto venga illustrato in modo completo, comprensibile e documentato, per capire dimensioni dell’insediamento, fabbisogno energetico, sistemi di raffreddamento, emissioni, alimentazione dei gruppi elettrogeni, impatto acustico, viabilità, infrastrutture, eventuali opere di compensazione e ricadute occupazionali ed economiche.
3. che solo dopo questa opportuna e necessaria fase di informazione e confronto pubblico, decorra un nuovo termine per la presentazione delle osservazioni, in modo che la partecipazione non sia puramente formale ma effettivamente consapevole.

Oltre a questa critica “di metodo” ci sono altre considerazioni di cui vorremmo ragionare:
La Pianura Padana è una delle aree europee maggiormente esposte al problema dell’inquinamento atmosferico, l’Agenzia europea dell’ambiente evidenzia come le caratteristiche geografiche e meteorologiche favoriscano l’accumulo degli inquinanti atmosferici; anche l’ESA ha evidenziato la particolare criticità della qualità dell’aria nella valle del Po. Il nostro territorio è uno dei più inquinati d’Europa.
La Lombardia dispone di strumenti di pianificazione territoriale ai diversi livelli: il PTR regionale, i PTCP provinciali e i PGT comunali. 
La stessa Regione sottolinea che questi strumenti devono
concorrere in modo coordinato a definire le scelte di governo e sviluppo del territorio.
Allora la domanda è inevitabile: esiste un progetto territoriale complessivo per Casalmaggiore e per il nostro territorio? Oppure rischiamo di trovarci di fronte a una successione di singoli interventi, valutati uno alla volta, senza una visione d’insieme? A noi sinceramente sembra che ognuno valuti, autorizzi e proceda per sé in base agli interessi economici del singolo Comune, senza una minima visione o strategia territoriale. 
Se questa VISION o MISSION dovesse però esistere, vorremmo che qualcuno provasse a spiegarcela, perché noi non la vediamo.
La questione non è “Data Center SI / Data Center NO”. La questione è: “quale Data Center, dove, con quali dimensioni, con quali consumi, con quali impatti, con quali garanzie e dentro quale modello di sviluppo territoriale?”

Prima di decidere sul territorio, il territorio va conosciuto. Prima di chiedere ai cittadini di fare osservazioni, bisogna metterli nelle condizioni di sapere. La partecipazione non può arrivare dopo le decisioni: deve essere parte del processo decisionale.

Circolo Prc Rive Gauche Casalasco-Piadenese