Rifondazione Comunista sostiene e invita ad aderire agli scioperi generali contro la manovra del governo Meloni indetti da Usb e altri sindacati di base e dalla CGIL. Ci siamo battuti insieme a collettivi, RSU e movimenti per arrivare ad un'unica data: due date distinte per due scioperi generali contro la stessa finanziaria sono un grave passo indietro rispetto alle scorse mobilitazioni quando la scelta dei sindacati di convergere sullo stesso giorno ha saputo raccogliere e amplificare la forte e profonda volontà popolare di manifestare per fermare il genocidio del popolo palestinese e per disarmare le scelte politiche ed economiche dell'Europa e dei Governi a partire da quello italiano. Ora per incidere sulla manovra finanziara è necessario costruire, rafforzare e allargare il fronte di chi non accetta le politiche di austerità europee, di chi rifiuta la riconversione bellica dell'economia e la corsa al riarmo in un presente (e per un futuro) di guerra, di chi si oppone alle politiche fiscali regressive e ai tagli che massacrano i servizi essenziali a fronte di salari sempre più bassi e forme di lavoro sempre più precarie. Ancora una volta i provvedimenti governativi vanno a tutelare e proteggere grandi patrimoni, rendite e profitti aumentando così le disuguaglianze sociali già molto forti.

In un contesto di progressiva aggressione ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, di norme sempre più stringenti in materia di sciopero, di criminalizzazione del dissenso e delle forme di contestazione, è sempre più urgente sviluppare la capacità collettiva di resistere e di opporsi alle leggi ingiuste e alle politiche discriminatorie e antipopolari. 

Per costruire giustizia sociale, democrazia e pace saremo nelle piazze convocate per venerdì 28 da USB e altri sindacati di base a Milano e per venerdì 12 dicembre dalla CGIL a Brescia. 

Ma saremo il 28 mattina anche a CREMONA dove un corteo nato dal basso e dal desiderio di mobilitazione di giovani e giovanissimi si muoverà per le strade della città contro la crisi, contro il riarmo, contro la guerra e il genocidio, per i salari, per i diritti di chi studia e di chi lavora, perché per cambiare radicalmente bisogna bloccare tutto.