RIFONDAZIONE COMUNISTA SOSTIENE IL BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI ISRAELIANI,
IN PARTICOLARE DEI PRODOTTI FARMACEUTICI DELLA TEVA E DELLE CONTROLLATE DOROM, CEPHALON, RATIOPHARM
La Federazione Provinciale Cremonese del Partito della Rifondazione Comunista sostiene la campagna nazionale di boicottaggio dei prodotti della multinazionale farmaceutica TEVA e delle sue controllate Dorom, Cephalon e Ratiopharm.
La campagna è lanciata dal movimento nonviolento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), in Italia congiuntamente con i Sanitari per Gaza, si ispira alla lotta per l’abolizione dell’apartheid in Sudafrica.
Rifondazione Comunista invita i cittadini ad aderire alla campagna rifiutandosi di utilizzare prodotti TEVA e delle ditte controllate, chiedendo ai medici di base e ai farmacisti di sostituire i farmaci generici della TEVA con altri equivalenti di aziende diverse.
La multinazionale farmaceutica israeliana TEVA è la più grande produttrice mondiale di farmaci generici; sostiene il governo israeliano con le imposte che paga e gode dei benefici economici di un mercato “vincolato” che strangola l’economia palestinese, interamente controllata da Israele, impone i suoi prezzi ai cittadini palestinesi, prezzi molto più alti di quelli dei farmaci generici prodotti, ad esempio, da Cina e India.
Rifondazione Comunista auspica la costituzione nella nostra provincia di un Comitato, composto da singoli cittadini, sanitari, associazioni, sindacati e partiti, che organizzi capillarmente il boicottaggio dell’azienda farmaceutica TEVA, per raggiungere tutti i paesi, tutti i medici, i farmacisti.
Gli obiettivi che il movimento BDS vuole realizzare, in quanto l’attuale tregua non risolve il problema del popolo palestinese, è la fine dell’occupazione e della colonizzazione israeliana di tutte le terre arabe; il riconoscimento dei diritti fondamentali e dell’uguaglianza per i cittadini arabo-palestinesi di Israele; il riconoscimento del diritto al ritorno dei profughi palestinesi, alle loro case e proprietà, come sancito dalla risoluzione 194 dell’ONU.



