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GUERRAFONDAI

Non si tratta di essere pacifisti o bellicisti, quando coscientemente si mette a ferro e fuoco un città SOLO per mostrare la propria potenza militare, in questo caso si è beceri guerrafondai gente che sulla guerra ci specula per miseri interessi di bottega.

Admin

 

Comunicato stampa.

L'antifascismo cremonese ha compiuto delle scelte in questi giorni. Solidarietà ad Emilio, percorso plurale, partecipato e non violento per avvicinarsi alla manifestazione. Per avvicinare la città alla manifestazione, per riabituare una città spesso fredda e indifferente a gridare a squarciagola, a viso scoperto e in pieno sole, i valori dell’antifascismo. Anche il Centro Sociale Dordoni ha fatto delle scelte. In totale autonomia, senza tener conto di altri percorsi. La gestione delle nuove leve del centro sociale Dordoni si manifesta con una decisione di evidente rottura col passato. Alcune dinamiche nazionali e l’accreditamento all’ interno di una certa area antagonista conta per i giovani virgulti molto più del rapporto con la città, intesa anche e soprattutto con la pluralità dei mondi e dei percorsi che partiti, circoli, associazioni e altre organizzazioni rappresentano. Dimenticando che un Centro sociale è il punto di arrivo di percorsi di politica e socialità partecipata e diffusa che affondano le radici nel tessuto locale, dal quale traggono nutrimento e ragion d' essere. Quando queste radici vengono recise, quando vien meno il rapporto e lo scambio fecondo col tuo circostante, vien meno la ragion d' essere anche dell’esperienza più radicata. Ignorare l’appello della madre di Mario, della moglie di Emilio, vuol dire troncare i legami col passato e col presente. Il sonno della ragione, ancora una volta, genera mostri. Non mancherà ad Emilio la solidarietà degli antifascisti cremonesi. Non mancherà agli antifascisti cremonesi la voglia di continuare a gridare e lottare per questi valori. Non mancherà agli antifascisti cremonesi la voglia di dire che Casa Pound va chiusa, SUBITO e IN TUTTA ITALIA. Il 24 gennaio 2015 insieme alle vetrine molte altre cose sono state rotte e ricostruire fiducia, dialogo e rapporti non sarà facile. Cremona è stata profondamente ferita e insieme a lei gli antifascisti cremonesi.

PRC Federazioni di Crema e Cremona.

Aggressione Fascista

Gli iscritti e le iscritte del partito della Rifondazione Comunista di Cremona, condannano la brutale  e feroce aggressione perpetrata ai danni del Centro Sociale Dordoni che ha ridotto in fin di vita uno dei loro militanti.
Questo non è il primo episodio di aggressione nei confronti dei militanti del Dordoni da quando l'amministrazione Perri ha permesso che si aprisse in città la sede di Casa Pound.
Essere equidistanti, affermare che gli uni e gli altri  sono uguali od esprimere una generica condanna della violenza non rende giustizia alla realtà dei fatti e rischia di legittimare ancor di più questo rigurgito fascista. Gli attivisti del Dordoni non sono mai fisicamente aggressivi, magari su certi temi prendono posizioni intransigenti, che esprimono senza troppi  giri di parole, però non risulta abbiano mai aggredito volontariamente e premeditatamente qualcuno, come avvenuto ieri pomeriggio nella nostra città da parte di simpatizzanti ed aderenti a Casa Pound.
Se  l'attacco è stato fatto davanti alla loro sede, significherà pure qualcosa.
Dal Dordoni al PRC e a qualche altra organizzazione democratica antifascista il passo è breve. Non scordiamoci il clima che si è instaurato in tutta Europa, a causa della crisi e dei recenti dolorosi fatti. Non diamo altro spazio alla destra ed ai suoi contenuti demagogici.
Chiediamo a tutte le forze veramente democratiche e convintamene  antifasciste della città di esprimere la loro piena solidarietà al centro Sociale Dordoni, al loro  militante duramente ferito e vigiliamo perché a Cremona non si instauri un clima di tensione.

 

 

CONTRO RENZI, MERKEL, DRAGHI

PER IL LAVORO, IL REDDITO, LA DIGNITA’!

 

Cambiare si deve

Cambiare si deve, perché le politiche del governo Renzi peggiorano sempre più la crisi economica.
Renzi finge di litigare in Europa, ma è solo teatro. In realtà il governo italiano continua ad attuare le politiche di austerità della Merkel, senza fare nemmeno come il governo francese che se pure in maniera insufficente, si rifiuta di applicare i folli vincoli del Fiscal Compact. In attuazione di quei vincoli, la legge di stabilità taglia ancora su sanità, trasporti, asili nido, politiche sociali. Il governo Renzi inoltre rilancia le privatizzazioni, cioè continua con le stesse scelte che hanno indebolito il nostro sistema produttivo, dismesso ogni politica industriale e ogni capacità di innovazione, messo gran parte dell’economia nelle mani di poche multinazionali. I tagli e le privatizzazioni non fanno altro che produrre nuova disoccupazione, aumentare la povertà e le disuguglianze, peggiorare la crisi economica.

Cambiare si deve, perché le politiche di Renzi devastano la società, la natura, la democrazia.
Renzi, che ha costruito le sue fortune in nome dei giovani, sta invece distruggendo le possibilità di futuro delle nuove generazioni: vuole precarizzare definitivamente il lavoro e la vita con la generalizzazione del lavoro a termine e dei voucher. Vuole distruggere l’articolo 18 perché chi lavora sia permanentemente sotto ricatto. Vuole cancellare le norme dello Statuto dei Lavoratori che proibiscono il demansionamento. Vuole il lavoro povero e senza diritti.
Insieme al lavoro, Renzi sta aggredendo l’ambiente con lo Sblocca Italia, attaccando la scuola pubblica, manomettendo la Costituzione, operando per accelerare la ratifica del TTIP…  Il governo Renzi vuole che tutto sia merce. Vuole che il lavoro, la natura, il welfare, la vita, siano ridotti a meri strumenti  di profitto nelle mani di poche multinazionali, del grande business economico e finanziario. Sono questi i suoi committenti e amici: quelli che per una cena possono spendere mille euro, senza vergognarsi nemmeno un po’.

 

Cambiare si puo’ ricostruendo l’unità della sinistra, quella vera.  
Che si oppone a Renzi e alle sue politiche liberiste e di destra. Che si batte per la dignità e i diritti del lavoro, l’uguaglianza, la riconversione ecologica dell’economia, la libertà dei saperi, la democrazia e la partecipazione.

Il 29 novembre tutte e tutti a Roma

con la lista Tsipras per l’Altra Europa e l’Altra Italia!

 

                   Cambiare si puo’ dando continuità alle lotte.

Le lotte, che sono riprese con forza in questi ultimi mesi: contro le politiche di austerità, per il lavoro e il reddito, la difesa dell’ambiente e dei beni comuni, per la scuola pubblica e il sapere critico, per la difesa della Costituzione e la democrazia partecipativa. 

Il 12 dicembre blocchiamo il  paese,

scioperiamo tutte e tutti!

 

 

Il 14 novembre saremo inpiazza a Milano con i metalmeccanici in sciopero.

La categoria di lavoratori storicamente all’avanguardia

alla quale si devono le straordinarie conquiste in materia di diritti e salario e che oggi si trova decimata dalla deindustrializzazione e dalla mancanza di un piano industriale per il Paese. Ripartiamo da qui per rilanciare un’alternativa anche politica nel paese, perché solo una grande mobilitazione dei lavoratori, che coinvolga anche chi è disoccupato, precario, partita iva, pensionato, piccolo imprenditore o artigiano, potrà ridare la fiducia e la forza per invertire il percorso di umiliazione che ha annullato qualunque diritto e prospettiva di un futuro normale e sereno per tutte e tutti, come stabilito dalla nostra Costituzione. La piazza del 25 ottobre a Roma ha lanciato al governo una sfida vera: risolvere finalmente i danni fatti in quasi 20 anni di “flessibilità” per tornare a forme contrattuali e ammortizzatori sociali che abbraccino tutti, estendendo i diritti e garantendo salari che permettano alle nuove generazioni di lavoratori di investire su loro stesse e sul paese. Una piazza che ha parlato anche a chi è disoccupato, a chi per lavorare deve accettare lavori precari e poco pagati, aprire una partita Iva, ai piccoli imprenditori ed artigiani che hanno bisogno di ben altri provvedimenti, normativi e finanziari, che non dell’ennesima riduzione dei diritti dei lavoratori per proseguire nella loro attività.

MILANO IL 14 NOVEMBRE IL PRC IN PIAZZA CON

I METALMECCANICI

LE PARTITE IVA

I PRECARI

GLI ARTIGIANI

 I PICCOLI IMPRENDITORI

I PENSIONATI

I DISOCCUPATI

PRC Federazione di Cremona